Guerra nel Golfo, ma Di Maio è sparito: cosa sta succedendo davvero?

Giovanni Poloni

17/03/2026

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Il mandato di Di Maio è centrale nella gestione dei rapporti tra Unione Europea e paesi del Golfo, soprattutto in un contesto di crisi internazionale. La sua nomina è arrivata il 15 maggio 2023 da parte del Consiglio Ue, su proposta del governo Draghi e con ratifica successiva sotto il governo Meloni. Ha superato candidati di alto profilo internazionale e il suo incarico è stato prorogato fino al 2027, segno della fiducia istituzionale nel suo ruolo.

Stipendio e struttura

Secondo diverse ricostruzioni, il ruolo prevede uno stipendio di circa 12 mila euro netti al mese, oltre a indennità e a un budget operativo vicino ai 2 milioni di euro. Risorse importanti, che rendono ancora più evidente il contrasto con l’attuale assenza mediatica in una fase così delicata.

Le critiche e il confronto internazionale

L’assenza di Di Maio è stata notata soprattutto se confrontata con altri attori istituzionali europei. In diverse occasioni, come nei negoziati del 2025, il ruolo diplomatico è stato ricoperto da figure come l’Alta rappresentante Kaja Kallas. Anche nelle ultime settimane, il protagonismo europeo sembra concentrarsi altrove, alimentando dubbi sul peso reale della sua posizione.

Possibile futuro all’Onu

Nel frattempo, il nome di Di Maio circola per un incarico alle Nazioni Unite come coordinatore speciale per il processo di pace in Medio Oriente, con status di vicesegretario generale e sede a Gerusalemme. Un possibile salto di carriera internazionale che, però, arriva in un momento in cui la sua presenza pubblica appare ridotta al minimo.

Un’assenza che fa discutere

Nel pieno di una crisi geopolitica che coinvolge direttamente il suo mandato, la mancanza di comunicazione solleva interrogativi. C’è chi parla di discrezione diplomatica e chi invece critica un’assenza ingiustificata. Intanto, mentre la guerra continua e le tensioni crescono, resta una domanda aperta: dov’è davvero Luigi Di Maio?