Le estensioni delle scadenze: “Un caso senza precedenti”
Altro punto rilevante riguarda l’evoluzione delle date di scadenza dei vaccini, in particolare di quelli prodotti da Pfizer, indicati come i più utilizzati durante la campagna vaccinale.



Spalluto ha ricostruito una progressione temporale delle autorizzazioni: inizialmente fissata a 6 mesi nel 2020, la scadenza sarebbe stata successivamente estesa a 9 mesi nel 2021, poi a 12 e 15 mesi nel 2022, fino ad arrivare a 24 mesi nel 2023.
Secondo quanto riferito, tali estensioni sarebbero state autorizzate dall’EMA sulla base di studi forniti dalle aziende produttrici. Tuttavia, la farmacologa ha evidenziato come questi studi non sarebbero stati resi disponibili agli enti regolatori in modo trasparente.
Inoltre, ha sottolineato un elemento ritenuto anomalo: l’allungamento delle scadenze sarebbe avvenuto senza la modifica delle etichette dei prodotti, circostanza che – a suo avviso – non avrebbe precedenti nella distribuzione farmaceutica.
La richiesta di maggiore trasparenza
L’intervento si è concluso con una richiesta implicita di chiarimento sulle modalità con cui sono state gestite queste procedure durante la pandemia. Le questioni sollevate – dalla conservazione alla durata dei prodotti – chiamano in causa, secondo Spalluto, il tema più ampio della trasparenza nei processi decisionali e regolatori.
Un fronte su cui la Commissione è ora chiamata a fare luce, nell’ambito del lavoro di ricostruzione delle scelte adottate durante l’emergenza sanitaria.



