INPS, stretta sulle visite fiscali nel 2026: 430mila controlli previsti, cosa rischi se non sei a casa nelle fasce orarie

Giovanni Poloni

16/03/2026

inps visite fiscali orari 2026

Le fasce orarie di reperibilità: quando devi essere a casa

La regola fondamentale è semplice ma tassativa: durante il periodo di malattia il lavoratore ha l’obbligo di essere rintracciabile presso il proprio domicilio nelle fasce orarie stabilite per i controlli. Le finestre di reperibilità, oggi identiche per lavoratori del settore pubblico e privato, sono fissate:

  • dalle ore 10:00 alle ore 12:00
  • dalle ore 17:00 alle ore 19:00

Le verifiche possono essere disposte in qualunque giornata, senza esclusioni per weekend o festività, e possono protrarsi per tutta la durata della prognosi riportata nel certificato medico inviato all’INPS. Se per qualsiasi motivo è necessario allontanarsi temporaneamente dal domicilio durante queste fasce orarie, la variazione deve essere comunicata con immediatezza all’INPS, altrimenti si rischia di essere registrati come irreperibili con tutte le conseguenze del caso.

Le sanzioni: dalla perdita dell’indennità al licenziamento

Il sistema sanzionatorio segue una progressione precisa in base al numero di assenze ingiustificate registrate:

  • Prima assenza ingiustificata: perdita integrale dell’indennità di malattia per i primi dieci giorni del periodo contestato
  • Seconda assenza ingiustificata: riduzione del 50% dell’indennità per la restante durata della malattia
  • Terza assenza ingiustificata: decadenza totale dal diritto all’indennità per il tempo residuo

Ma le conseguenze economiche non sono le uniche. Nei casi più gravi, il datore di lavoro può avviare procedimenti disciplinari interni con possibili effetti sul rapporto di lavoro — fino ad arrivare al licenziamento. Un rischio concreto che rende indispensabile conoscere e rispettare le regole fin dal primo giorno di assenza.

I numeri dei controlli: crescita costante, soprattutto nel pubblico

I dati trimestrali del 2025 confermano la tendenza al rialzo dei controlli. Nel terzo trimestre 2025 le verifiche ispettive sono state 199mila, il 5,8% in più rispetto all’anno precedente, con una leggera prevalenza nel settore privato. Nel quarto trimestre il ritmo ha subito una lieve battuta d’arresto con circa 200mila visite, l’1,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2024. La diminuzione ha riguardato tuttavia solo il settore privato: tra i lavoratori pubblici le visite ispettive sono cresciute di oltre dieci punti percentuali. Un segnale chiaro che la pressione sui dipendenti pubblici è in netto aumento.

Secondo una recente analisi della Federazione Medici di Famiglia (Fimg), il fenomeno dell’assenteismo non riguarda solo l’Italia: l’Europa del Nord guida la classifica delle assenze, anche se in quei Paesi vengono gestite soprattutto mediante autocertificazione. In Italia il sistema dei controlli domiciliari rimane uno strumento specifico e strutturato, che l’INPS sta chiaramente potenziando.