Influenza 2026, Bassetti lancia l’allarme: “Vaccini da aggiornare poco prima della stagione”

Giovanni Poloni

16/03/2026

matteo bassetti

Il punto centrale riguarda proprio il momento in cui viene scelto il vaccino. La composizione dei vaccini antinfluenzali viene stabilita diversi mesi prima dell’inizio della stagione fredda, sulla base delle previsioni dei ceppi che circoleranno.

Tuttavia quest’anno, secondo quanto spiegato da Bassetti, il virus H3N2 è mutato dopo che il vaccino era già stato definito. Questo cambiamento ha ridotto la capacità del vaccino di prevenire l’infezione, anche se ha comunque mantenuto una buona efficacia nel prevenire le forme più gravi della malattia.

“Il ceppo influenzale è mutato dopo la scelta del vaccino annuale, rendendolo meno efficace del previsto”, ha spiegato l’esperto. Una situazione che si era verificata in parte anche l’anno precedente.

Il vaccino ha comunque protetto dai casi più gravi

Nonostante la minore efficacia contro l’infezione, gli specialisti sottolineano che la vaccinazione ha comunque svolto un ruolo fondamentale. I dati indicano infatti che le persone vaccinate hanno avuto una protezione significativa contro ricoveri e complicanze.

Questo significa che il vaccino continua a essere uno degli strumenti più importanti per ridurre l’impatto dell’influenza sui sistemi sanitari, soprattutto tra le fasce più vulnerabili della popolazione.

Proprio per questo motivo Bassetti propone di rivedere il calendario di aggiornamento dei vaccini, avvicinando la loro formulazione all’inizio della stagione influenzale, in modo da intercettare meglio le varianti realmente in circolazione.

Influenza e Covid sempre più simili

Un altro aspetto evidenziato dagli esperti riguarda l’evoluzione del rapporto tra influenza e Covid. Se nei primi anni della pandemia il coronavirus aveva dominato lo scenario sanitario globale, oggi la situazione appare diversa.

Secondo Bassetti, le due malattie stanno diventando sempre più simili per diffusione e impatto clinico. Il Covid continua a circolare durante tutto l’anno, con picchi anche nei mesi estivi, mentre l’influenza resta concentrata nel periodo invernale.

Questo scenario richiede strategie vaccinali sempre più flessibili e aggiornate, capaci di adattarsi rapidamente alle mutazioni dei virus.

Le polemiche internazionali sui vaccini

Nel suo intervento Bassetti ha anche espresso preoccupazione per alcune posizioni emerse negli Stati Uniti sul tema vaccini. In particolare ha citato il ruolo politico di Robert Kennedy Jr., noto per le sue posizioni critiche verso le vaccinazioni.

Secondo l’infettivologo, alcune prese di distanza da parte di funzionari sanitari americani rispetto alle campagne vaccinali potrebbero avere ripercussioni globali, soprattutto se dovessero indebolire la fiducia nei vaccini.

Un tema che resta centrale per la sanità pubblica: mentre i virus continuano a mutare, la sfida per i sistemi sanitari sarà quella di mantenere alta la copertura vaccinale e migliorare la capacità di aggiornare rapidamente i vaccini.

La stagione influenzale appena conclusa potrebbe quindi rappresentare un punto di svolta nel modo in cui vengono progettate le strategie di prevenzione per gli anni futuri.