“Ho qualcosa da dire”. Quarto Grado, telefonata shock in diretta ed è caos: urla fortissime

Giovanni Poloni

14/03/2026

Momenti di forte tensione nello studio di Quarto Grado nell’ultima puntata dedicata al caso Garlasco. Durante la trasmissione è arrivata una telefonata in diretta, del tutto inattesa, che ha sorpreso sia gli ospiti sia il pubblico da casa. Una persona citata più volte nel dibattito ha deciso di intervenire immediatamente per replicare alle critiche, facendo salire la temperatura dello scontro e mettendo in difficoltà anche il conduttore Gianluigi Nuzzi.

La serata, intitolata “Il Male”, si è aperta con un interrogativo che riassume bene il senso della puntata e dei dubbi che ancora accompagnano l’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi: “Chi ha fatto del male a Chiara Poggi ha vissuto nella menzogna per 18 anni?”. Al centro del confronto anche la nuova indagine che coinvolge Andrea Sempio e l’ipotesi, rilanciata nel dibattito, che in carcere possa non esserci chi ha davvero commesso il delitto.

La puntata e i dubbi sul caso Garlasco

Nel corso della trasmissione si è discusso a lungo degli aspetti più controversi del procedimento e delle piste che, nel tempo, hanno alimentato il confronto pubblico. La puntata ha insistito sul tema della verità ancora contestata e sulle conseguenze che eventuali nuovi elementi potrebbero avere sul piano giudiziario.

Nel racconto televisivo, tra cronaca e ricostruzione, è emerso anche il tema delle responsabilità comunicative quando si affrontano casi così sensibili: ogni dettaglio, ogni frase, può diventare terreno di scontro tra posizioni opposte.

La telefonata a sorpresa in diretta

Il momento più clamoroso è arrivato quando è intervenuto telefonicamente Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi. L’avvocato ha scelto di chiamare in diretta dopo essere stato citato e criticato più volte nel corso della discussione dal giornalista Carmelo Abbate. In studio, per alcuni istanti, è calato il silenzio: la chiamata ha spiazzato tutti e ha rapidamente acceso il confronto.

Gianluigi Nuzzi nello studio di Quarto Grado durante la puntata sul caso Garlasco

Tizzoni è entrato subito nel merito della polemica, con parole nette e senza mediazioni: “Trovo scorretto che in mia assenza mi evochi citandomi impropriamente su cose che non ho detto. Ho dato un’opinione su Chiara e Alberto e ho diritto a farlo, ho detto che loro avevano programmato di fare una settimana insieme come da sposati, ma quello non è accaduto, secondo me questo denotava una criticità. Se a lui non va bene non può infangarmi dicendo che io me la prendo con un detenuto, lui è tale perché è stato condannato dallo Stato Italiano per l’omicidio di Chiara Poggi”.

Le accuse e la minaccia di azioni legali

L’intervento dell’avvocato è proseguito con un attacco diretto ad Abbate, sempre mantenendo il punto sul tema delle frasi attribuite e della correttezza del confronto in tv: “Il tuo è un atteggiamento di prevaricazione, è di una scorrettezza assoluta parlare quando le persone non sono presenti, attribuire frasi non dette, la prossima volta abbi più educazione, se si vuole dire il mio nome solo per le cose che ho detto. Chiara e Alberto secondo me avevano una criticità di coppia, ho diritto di dirlo, lo dicono le sentenze, se lui non è d’accordo può dirlo, ma non può mettermi di mezzo infangando e sostenendo che io attacco i detenuti. Non ho attaccato un detenuto approfittando della sua detenzione, questa è una vergogna, una cosa gravissima che Abbate ha detto a un penalista e di questo ne risponderà nelle sedi opportune”.

Un passaggio che ha segnato uno dei picchi di tensione della serata, perché alle parole di critica si è aggiunto il riferimento esplicito a possibili conseguenze “nelle sedi opportune”.