Cosa dice l’ordinanza: divieto assoluto di frutti di mare crudi e multe fino a 20mila euro
Il provvedimento firmato da Manfredi introduce il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici del territorio comunale — compresi bar, ristoranti, pescherie con consumo immediato, locali di vicinato e qualsiasi attività di ristorazione con somministrazione al pubblico. Non c’è eccezione: niente ostriche crude, niente vongole crude, niente cozze crude. Nessun tipo di mollusco bivalve non cotto può essere servito o consumato nei locali aperti al pubblico.
La raccomandazione è estesa anche ai privati cittadini: evitare il consumo di frutti di mare crudi anche in ambito domestico e seguire le indicazioni dell’Asl Napoli 1 Centro per un consumo sicuro degli alimenti. Non si tratta di un obbligo legalmente sanzionabile per i privati, ma di un invito forte e motivato dalle autorità sanitarie.
Per i locali pubblici, invece, le conseguenze di eventuali violazioni sono molto concrete:
- Multa da 2.000 a 20.000 euro per ogni violazione accertata
- In caso di recidiva: sospensione dell’attività da 1 a 30 giorni
- Nei casi più gravi: revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività
Le misure resteranno in vigore fino a una nuova valutazione del quadro epidemiologico da parte dell’Asl Napoli 1 Centro, che monitorerà l’andamento dei contagi e deciderà quando — e se — allentare le restrizioni.
Come si trasmette l’epatite A e perché i frutti di mare sono il veicolo principale
L’epatite A si trasmette per via oro-fecale: attraverso acqua o alimenti contaminati, o tramite contatto ravvicinato con persone infette. I frutti di mare — in particolare mitili, vongole e ostriche — sono tra i veicoli di contagio più pericolosi perché si nutrono filtrando l’acqua marina e possono concentrare il virus al loro interno in quantità molto elevate, senza mostrare alcun segno esterno di contaminazione. Mangiarli crudi significa ingerire direttamente il virus. La cottura adeguata invece lo distrugge completamente.
Tra le cause dell’epidemia in corso a Napoli, gli esperti hanno individuato una possibile rottura della rete fognaria aggravata dalle forti piogge dei mesi scorsi, con conseguente contaminazione di alcune aree marine costiere — in particolare nelle zone di Nisida, Bacoli e Varcaturo. Da lì il virus si sarebbe diffuso attraverso le correnti anche ad aree più distanti. Il rispetto dell’ordinanza e la vaccinazione — l’unico strumento davvero efficace secondo i medici — sono attualmente le uniche armi disponibili per contenere la diffusione.
rte dell’Asl Napoli 1 Centro.