Dl Sicurezza approvato alla Camera, polemica su Salvini durante l’inno in Aula

Giovanni Poloni

24/04/2026

Bufera alla Camera durante l’inno d’Italia: Bonelli perde la testa, caos totale

DB
DB
DB
DB

Tra i banchi del governo, però, Matteo Salvini è rimasto seduto insieme ai rappresentanti della Lega, una scelta che ha subito provocato reazioni contrastanti.

Il gesto del vicepremier non è passato inosservato. Alcuni esponenti dell’opposizione hanno parlato di una contraddizione politica, sottolineando come proprio il leader di un partito che richiama spesso i simboli nazionali abbia scelto di non unirsi in quel momento al resto dell’Aula.

La replica del leader della Lega

Dopo la seduta, Salvini ha spiegato la sua decisione ai cronisti, sostenendo che il Parlamento non dovesse trasformarsi in una rappresentazione politica. Il vicepremier ha affermato di rispettare pienamente l’inno nazionale, ma ha criticato il clima che si era creato nell’emiciclo.

Secondo il leader leghista, il confronto sul decreto sicurezza meritava un dibattito politico serio e non una contrapposizione affidata ai cori. Una spiegazione che però non ha fermato le critiche arrivate nelle ore successive da parte delle opposizioni.

Un decreto che continua a dividere

Il Dl Sicurezza resta uno dei provvedimenti più discussi di questa fase politica. La maggioranza lo considera uno strumento necessario per rafforzare il controllo del territorio e rispondere alle richieste di maggiore sicurezza. Le opposizioni, al contrario, denunciano il rischio di una compressione dei diritti e di un uso politico del tema dell’ordine pubblico.

Il voto di oggi ha confermato quanto il provvedimento sia destinato a restare al centro dello scontro politico. Ma a Montecitorio, più ancora del testo approvato, è stato il gesto compiuto durante l’inno a trasformare una giornata parlamentare in un nuovo caso politico.