Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Stefano Patuanelli, ha chiesto le dimissioni del ministro, parlando di “responsabilità istituzionale”. Secondo il M5S, è legittimo interrogarsi sul livello di informazione preventiva ricevuto dal governo italiano rispetto agli sviluppi militari e sul coordinamento con gli alleati.
Per i pentastellati, l’assenza fisica del ministro in un momento così delicato rappresenterebbe un problema politico, non personale. “Quando sono in discussione la sicurezza nazionale e i nostri militari all’estero – è la posizione espressa – l’improvvisazione non è ammessa”.
Le critiche e la replica della maggioranza
Alla polemica si è aggiunta anche Rifondazione Comunista, che ha parlato di marginalità internazionale dell’Italia. Un’accusa respinta dalla maggioranza, che ha definito l’attacco “strumentale”.
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Esponenti di Fratelli d’Italia hanno sottolineato che il governo resta pienamente operativo. Crosetto ha partecipato in collegamento a un vertice convocato a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani e ad altri membri dell’esecutivo.
Il nodo politico resta aperto
Il punto centrale del dibattito resta uno: l’assenza fisica del ministro della Difesa dal territorio nazionale in una fase di emergenza internazionale è solo una coincidenza sfortunata o rappresenta un problema politico?
Per l’opposizione è il simbolo di un governo impreparato. Per la maggioranza si tratta di un episodio contingente, gestito attraverso collegamenti costanti e riunioni operative. Intanto la crisi in Medio Oriente prosegue e il confronto politico interno si fa sempre più acceso.




