Il primo dato che emerge dopo il referendum costituzionale è politico prima ancora che numerico: qualcosa si è mosso. Non in modo definitivo, non ancora in modo strutturale, ma abbastanza da incrinare una narrazione che negli ultimi mesi sembrava consolidata. Il centrodestra resta competitivo, ma non più dominante. E soprattutto, per la prima volta dopo tempo, il campo avversario torna a essere percepito come potenzialmente competitivo sul piano aggregato.
Il segnale più evidente è il calo di Fratelli d’Italia, che scende al 28,2%, il dato più basso dalle Europee 2024. Non è una caduta verticale, ma è un arretramento significativo perché avviene in un momento simbolicamente delicato: subito dopo un voto che ha avuto inevitabilmente una lettura politica nazionale. In parallelo cresce il Movimento 5 Stelle, che guadagna quasi un punto e mezzo nell’ultimo mese, tornando a essere un attore centrale nello scacchiere dell’opposizione.
Il dato politico: il sorpasso del campo largo
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