Carlo Conti e il referendum, la domanda in conferenza stampa che accende Sanremo 2026

Giovanni Poloni

26/02/2026

carlo conti

“Non sono cose che mi riguardano, se voterò? Non lo so. Ho un’opinione ben precisa globalmente: quando eleggo delle persone, le eleggo per essere mie rappresentanti, sanno fare il loro lavoro, mi fido di loro e lo devono fare loro”, spiega il direttore artistico del Festival.

Conti prosegue sottolineando un principio generale: “In linea generale mi piace questa democrazia, mi piace che le persone che eleggiamo siano competenti e portino avanti le nostre indicazioni”. Nessuna dichiarazione esplicita sul quesito referendario, nessuna presa di posizione netta. Una scelta che molti interpretano come prudenza istituzionale.

La reazione di Andrea Scanzi e il dibattito social

Tra i primi a commentare c’è il giornalista Andrea Scanzi, che definisce la risposta “paracu**ta cerchiobottista d’altri tempi”, ironizzando sulla neutralità del conduttore e parlando di “risposta leggendaria” per chi non prende posizione.

Nel giro di pochi minuti, la clip della conferenza rimbalza su X, Facebook e Instagram. C’è chi difende Conti, sostenendo che un conduttore del servizio pubblico debba restare super partes. Altri, invece, ritengono che su un tema istituzionale così rilevante sarebbe stato opportuno esprimere chiaramente la propria opinione.

Sanremo tra spettacolo e politica

Non è la prima volta che il Festival diventa crocevia tra intrattenimento e attualità. Sanremo è uno specchio amplificato del Paese: ogni parola pronunciata all’Ariston viene analizzata, interpretata, sezionata. E quando la politica entra nella sala stampa, il confine tra neutralità e presa di posizione diventa sottilissimo.

La scelta di Conti può essere letta come volontà di proteggere il Festival da uno scontro che rischierebbe di oscurare la musica. Oppure come adesione a un’idea di democrazia rappresentativa in cui le decisioni spettano ai parlamentari eletti.

Resta il fatto che, a poche settimane dal voto del 22 e 23 marzo, anche una risposta “non risposta” diventa notizia. E dimostra ancora una volta che a Sanremo non si parla solo di canzoni: si parla, inevitabilmente, anche del Paese.