Carlo Conti e il referendum, la domanda in conferenza stampa che accende Sanremo 2026

Giovanni Poloni

26/02/2026

carlo conti

La scena è quella rituale della mattina sanremese: sala stampa gremita, telecamere accese, taccuini pronti. Il Festival di Sanremo 2026 vive uno dei suoi momenti più delicati, perché quando la musica si ferma e partono le domande, può succedere di tutto. E questa volta è bastata una frase per trasformare la conferenza in un piccolo caso politico.

La domanda arriva secca, diretta, senza troppi giri di parole: “Lei voterà sì o no al referendum sulla giustizia?”. Per qualche secondo cala un silenzio che pesa più di qualsiasi nota stonata. Non è una curiosità musicale, non riguarda la scaletta, non tocca gli ascolti. È una domanda politica, nel cuore dell’evento televisivo più seguito d’Italia.

Carlo Conti ascolta, sorride appena, prende fiato. E risponde. Ma la sua risposta non è quella che molti si aspettavano.

Non c’è un sì. Non c’è un no. C’è una riflessione più ampia sul ruolo dei rappresentanti eletti e sul funzionamento della democrazia. Una risposta che, nel giro di pochi minuti, finisce al centro del dibattito social e scatena reazioni immediate.

La risposta di Carlo Conti sul referendum