Referendum giustizia, scoppia la polemica nella scuola che diventa seggio

Giovanni Poloni

20/03/2026

seggio i no sono preziosi referendum giustizia

La segnalazione di De Santis: “Una vergogna, indipendentemente da come si vota”

A raccogliere per primo la segnalazione e a portarla all’attenzione pubblica è stato il consigliere capitolino Antonio De Santis di Azione. La sua reazione è stata netta ma equilibrata — il che, in un momento di campagna così polarizzata, è già di per sé degno di nota: “Indipendentemente dal sì o dal no, questa è davvero una vergogna.” Non un attacco politico, non un’accusa specifica a nessun partito. Solo la constatazione che usare i muri di una scuola pubblica destinata a diventare seggio per appendere messaggi interpretabili come propaganda è sbagliato, punto.

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Il problema non è banale. La normativa italiana vieta qualsiasi forma di propaganda nei luoghi dove si vota nelle ore immediatamente precedenti e durante il voto. Appendere nei locali scolastici — che diventeranno seggi domenica mattina — cartelli con frasi che richiamano esplicitamente la parola “No” in tutte e cinque le iterazioni, a quarantotto ore da un voto in cui il No è una delle due opzioni in campo, configura quantomeno un’ambiguità molto difficile da spiegare. Fosse anche materiale didattico preesistente, la tempistica e la collocazione sollevano domande legittime.

La direttrice: “Non ero a conoscenza — li rimuoviamo alle 7:30”

La direttrice dell’istituto comprensivo Gianicolo, Benedetta Ruscica, ha appreso dell’accaduto ieri sera mentre si trovava fuori città. Si è attivata subito, ha contattato i suoi collaboratori e ha dato disposizioni precise: “Al momento non si sa chi abbia messo quei fogli — ha spiegato — Comunque ho dato disposizioni e domani mattina alle 7:30 verranno immediatamente rimossi, poi cercheremo di capire che cosa è successo.”

I cartelli verranno quindi tolti prima che i seggi aprano. Ma la domanda su chi li abbia appesi — e con quale intenzione — resta senza risposta. In un clima politico in cui ogni gesto viene letto attraverso la lente del referendum, un episodio come questo difficilmente passerà inosservato. Né dovrebbe.