Referendum giustizia, scoppia la polemica nella scuola che diventa seggio

Giovanni Poloni

20/03/2026

referendum giustizia elezioni

Domenica e lunedì, nelle aule del secondo piano della scuola elementare Crispi di via Barrili a Roma — parte dell’istituto comprensivo Gianicolo — apriranno tre sezioni elettorali per il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Ieri, lungo quei corridoi, qualcuno ha pensato bene di appendere cinque fogli scritti a lettere maiuscole con vernice rossa. Il contenuto: “I No sono preziosi”, “I No costano fatica”, “I No aiutano a crescere”. Uno dopo l’altro, lungo il muro, ben in vista.

Nessuno li ha rivendicati. Nessuno ha spiegato chi li ha messi, quando e perché. La direttrice scolastica era fuori città e non sapeva nulla. E la grafia, secondo chi ha visto i fogli di persona, non sembra quella di un bambino di sei anni. In un Paese che va al voto in 48 ore su una riforma in cui uno dei due fronti si chiama esattamente fronte del No, è difficile leggere quei cartelli come semplice materiale didattico.

Il caso è esploso quasi subito — e la domanda che nessuno riesce ancora a rispondere è una sola: chi li ha scritti?