Massimo Cacciari, cosa vota al referendum giustizia 2026

Giovanni Poloni

26/02/2026

cacciari sul referendum giustizia 2026

Cosa voterà Massimo Cacciari

Dopo aver delineato il quadro teorico e istituzionale, Cacciari scioglie ogni ambiguità sulla propria scelta. «Penso sia importante dire no a una prospettiva che va nella direzione di subordinare le funzioni giudiziarie all’esecutivo», afferma in modo netto.

Il filosofo annuncia dunque che voterà No al referendum sulla giustizia 2026. Una posizione che, pur non accompagnata da toni barricaderi, si colloca con chiarezza nel fronte contrario alla riforma.

Un voto “culturale”, non una spallata

Nonostante la scelta esplicita, Cacciari ribadisce che non si tratta di un voto contro il governo. «Non c’è da dare nessuna spallata», ripete, sottolineando come la consultazione non determinerà automaticamente la caduta dell’esecutivo né un ribaltamento degli equilibri parlamentari.

Per lui è un voto che guarda al lungo periodo, alle radici economiche e sociali del Paese, e al modo in cui si distribuisce il potere tra le istituzioni. «È un voto culturale», insiste, invitando a leggere la consultazione come un momento di riflessione sull’identità democratica italiana.

Con i sondaggi che descrivono un testa a testa tra Sì e No e una quota rilevante di indecisi, l’intervento di Cacciari aggiunge un tassello significativo al confronto pubblico. La partita resta aperta, ma il dibattito si fa sempre più intenso man mano che si avvicina la data del voto.