Dagli inizi con Paki & Paki alla nascita dei Nuovi Angeli
La passione per la musica aveva accompagnato Paki Canzi fin dall’infanzia. Dopo gli studi di pianoforte e il percorso in conservatorio, all’inizio degli anni Sessanta aveva formato il duo Paki & Paki insieme a Pasquale Andriola. Con questo progetto incise i primi brani e partecipò al Festivalbar del 1964, iniziando a farsi conoscere dal pubblico.
Il vero punto di svolta arrivò nel 1966 con la nascita dei Nuovi Angeli, gruppo fondato insieme ad Alberto Pasetti, Renato Sabbioni e Ricky Rebaioli. La band si inserì nel movimento beat italiano che in quegli anni stava conquistando radio e classifiche.
Il primo grande successo arrivò nel 1969 con “Ragazzina, ragazzina”, versione italiana del brano Mendocino dei Sir Douglas Quintet. Ma il momento della consacrazione arrivò nel 1971 con “Donna felicità”, canzone firmata anche da Roberto Vecchioni e Andrea Lo Vecchio. Il brano vendette oltre un milione e mezzo di copie e portò il gruppo ai vertici delle classifiche in Italia e all’estero.
Tra gli altri successi dei Nuovi Angeli rimasti nella memoria del pubblico ci sono anche “Uakadì Uakadù”, “Singapore” e “Anna da dimenticare”, brani che hanno accompagnato la stagione d’oro della musica leggera italiana.
Una vita dedicata alla musica e al palco
Con il passare degli anni e il cambiamento del panorama musicale, la formazione dei Nuovi Angeli subì diverse trasformazioni. Nonostante questo, Paki Canzi rimase sempre il punto di riferimento del gruppo: voce principale, pianista e volto più riconoscibile della band.
Anche dopo la stagione dei grandi successi degli anni Settanta, continuò a portare in tournée il repertorio dei Nuovi Angeli, mantenendo un rapporto diretto con il pubblico che lo aveva seguito per decenni.
Negli ultimi anni viveva tra Milano e Peschiera Borromeo e non aveva mai smesso di esibirsi. La sua carriera rappresenta uno dei percorsi più longevi della musica pop italiana: un legame con il palco e con il pubblico che non si era mai interrotto.
Tra i brani che lo hanno reso immortale resta soprattutto “Donna felicità”, una canzone che ha segnato un’epoca e che continua ancora oggi a essere ricordata e cantata da generazioni diverse.