Calabresi sfida Schlein: la guerra per Milano è già iniziata

Giovanni Poloni

09/09/2026

 

La partita per la scelta del prossimo candidato sindaco del centrosinistra a Milano entra sempre più nel vivo e il nome di Mario Calabresi rischia di diventare uno dei principali fattori di complicazione per la segretaria del Pd Elly Schlein. L’ex direttore di Repubblica e La Stampa ha rotto gli indugi sulla possibilità di correre per Palazzo Marino, mentre all’interno del Partito Democratico il quadro resta ancora tutt’altro che definito.

Il nodo non riguarda soltanto la candidatura di Calabresi, ma soprattutto il percorso attraverso il quale il centrosinistra dovrà individuare il proprio candidato. Il Pd milanese guarda da tempo alle primarie di coalizione, ma l’ingresso di una figura esterna e dal profilo riformista potrebbe modificare gli equilibri e rendere la scelta molto più delicata.

Calabresi rompe gli indugi

Calabresi aveva già fatto capire a luglio di stare valutando seriamente una candidatura. In quell’occasione aveva detto: «Ci sto pensando», aggiungendo di voler fare la propria parte per Milano. Nei giorni scorsi, inoltre, ha lasciato gli incarichi ricoperti in Chora Media e ceduto la propria partecipazione, spiegando di sentire «il richiamo a percorrere una strada nuova».

La mossa ha dato ulteriore concretezza all’ipotesi di una discesa in campo. Secondo quanto riportato da Dagospia, l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare a settembre, in occasione della Festa dell’Unità di Milano, dove Calabresi è atteso il 12 settembre.

Il problema per Schlein

Il punto politicamente più delicato riguarda la posizione di Elly Schlein. La segretaria dem, interpellata sulla possibile candidatura di Calabresi, ha scelto di non indicare nomi e ha insistito sulla necessità di partire dal programma per Milano. Una posizione che lascia aperto il confronto sulla futura candidatura.

Secondo la ricostruzione proposta da Dagospia, Schlein guarderebbe con maggiore favore a Pierfrancesco Majorino, esponente dell’area più a sinistra del Pd. Calabresi, invece, potrebbe intercettare il consenso della componente più moderata e riformista del centrosinistra, rendendo la competizione interna ancora più incerta.

Majorino pronto a muoversi

L’ingresso di Calabresi nella partita potrebbe accelerare anche le mosse degli altri aspiranti candidati. Tra questi c’è proprio Majorino, il cui nome circola da tempo come possibile candidato del Pd alle primarie.

La competizione potrebbe quindi diventare uno scontro tra profili politici molto diversi: da una parte un giornalista e manager editoriale con un’immagine più civica e riformista, dall’altra un esponente storico del centrosinistra milanese e vicino all’area politica di Schlein.

Una candidatura che può allargare il consenso

Il punto di forza di Calabresi, secondo la ricostruzione pubblicata da Dagospia, sarebbe proprio la capacità di parlare anche a una parte dell’elettorato che non si riconosce nella sinistra più tradizionale. Il suo profilo potrebbe infatti risultare interessante per i riformisti del Pd e per l’area centrista.

È questo uno degli elementi che rende la sua candidatura particolarmente significativa. Se Calabresi riuscisse a costruire una coalizione ampia, la sua presenza potrebbe modificare non soltanto la corsa alle primarie, ma anche la strategia complessiva del centrosinistra in vista delle comunali del 2027.

La sfida per Milano è appena iniziata

Per il momento, però, il quadro non è ancora definitivo. Restano da stabilire modalità e tempi della scelta del candidato e soprattutto se si arriverà davvero alle primarie. Nel frattempo, il nome di Calabresi ha già avuto l’effetto di sparigliare gli equilibri.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: il Pd riuscirà a trovare una sintesi oppure la corsa di Calabresi aprirà una vera sfida interna al centrosinistra milanese? La partita è appena iniziata e le prossime settimane potrebbero essere decisive.

Fonte: Dagospia

https://m.dagospia.com/politica/mario-calabresi-e-spina-nel-fianco-elly-milano-candidato-schlein-e-486358