Ventdue anni dopo il rapimento di Denise Pipitone, qualcuno che sa — o che potrebbe sapere — non ha ancora parlato. È questa la convinzione della criminologa Antonella Delfino Pesce, la stessa professionista che con il suo lavoro ha dato una svolta decisiva al caso dell’omicidio di Nada Cella, rimasto irrisolto per decenni.

Delfino Pesce ha trascorso mesi ad analizzare ogni fascicolo processuale legato alla scomparsa della bambina di Mazara del Vallo, e alla fine ha trovato quello che cercava: un uomo a Milano che non è mai stato sentito dagli inquirenti, e che potrebbe rappresentare la chiave di volta di uno dei misteri più dolorosi della cronaca italiana.
Leggi anche:Famiglia nel bosco, chi paga la nuova casa con serra e camino
Leggi anche:Tutte le donne di Ranucci raccontate da…Ranucci. Il giornalista scrive tutto, orgasmi inclusi
Leggi anche:Meteo, arrivano temporali violentissimi: le regioni dove il maltempo farà più paura
La criminologa ha illustrato il suo lavoro durante la trasmissione Scomparsi su Canale 122, con parole che lasciano poco spazio all’interpretazione: “Ho analizzato ogni singolo fascicolo, ogni riga dei processi conclusi con le assoluzioni. In una relazione, che purtroppo non è stata ancora abbastanza attenzionata, ho inserito la voce di chi non è mai stato sentito. Ci sono elementi che vanno in contrasto con le deposizioni processuali dell’epoca. Gli orari, la scena del crimine… tutto può cambiare.” L’obiettivo dichiarato è avviare un confronto formale con la Procura di Marsala.
Per capire perché Milano sia al centro di questa nuova pista, bisogna tornare indietro di oltre vent’anni.




