“Se n’è andata anche lei”. Tv in lutto, l’addio dopo una lunga carriera

Giovanni Poloni

13/03/2026

Il mondo dello spettacolo è in lutto per la scomparsa di Jane Lapotaire, attrice britannica capace di attraversare teatro e televisione con una classe rara. Un volto che molti ricordano anche per The Crown, ma che ha costruito la sua leggenda soprattutto sul palcoscenico.

La notizia è arrivata in queste ore: Lapotaire si è spenta il 5 marzo all’età di 81 anni. Al momento non è stata resa nota la causa del decesso. Resta il peso di un’assenza che chiude un capitolo importante della scena culturale britannica, seguito per decenni da generazioni di spettatori.

Morta Jane Lapotaire, l’attrice che ha unito teatro e tv

Per il grande pubblico internazionale, il suo nome è legato anche alla serialità di qualità: nel 2019 Lapotaire è apparsa in due episodi di The Crown, interpretando la principessa Alice di Grecia. Una parte breve, ma intensa, in linea con la sua cifra: pochi gesti, voce controllata, presenza scenica che resta.

In tv, nel corso della carriera, ha dato volto anche a figure storiche di forte fascino, tra cui Marie Curie e Cleopatra. Interpretazioni che raccontano bene la sua versatilità: rigore, profondità, e quella capacità di far “vivere” personaggi complessi senza mai alzare la voce.

Il successo internazionale: Piaf e i premi

Il punto di svolta che la rese nota anche oltre l’Atlantico arrivò a Broadway: l’unica sua apparizione lì, nel ruolo principale del musical di Pam Gems dedicato a Edith Piaf, le valse un Tony Award nel 1981. Un successo che consacrò il suo talento davanti al pubblico americano.

Ma già prima aveva conquistato Londra: nel West End ottenne un Olivier Award due anni prima, sempre per la stessa interpretazione. Una doppia consacrazione che, di fatto, l’ha fissata per sempre come una delle attrici più credibili nel trasformare la biografia in emozione.

Jane Lapotaire in un ritratto

La casa madre: Londra, i teatri e il Young Vic

Lapotaire è stata una veterana della scena britannica, e non per modo di dire: nel 1970 fu tra i fondatori del teatro londinese The Young Vic, insieme a Laurence Olivier e ad altri protagonisti del mondo culturale inglese. Un progetto che avrebbe segnato profondamente la vita teatrale della capitale.

Nonostante il trionfo con Piaf, in seguito l’attrice confessò di aver rimpianto il tentativo di avviare una carriera hollywoodiana dopo quel successo. In alcune interviste raccontò che, raggiunti i quarant’anni, aveva capito di non essere “affascinante” secondo i canoni tradizionali richiesti dall’industria cinematografica americana, scegliendo così di tornare a concentrarsi sul teatro britannico.

I ruoli cult e l’onorificenza: una carriera “di sostanza”