
In una fotografia che ormai circola sui social, Vincenzo Canzanella sorride accanto a Stefano De Martino, giovane conduttore e ballerino napoletano, simbolo di un legame tra la tradizione sartoriale della città e la scena contemporanea dello spettacolo. L’immagine, scattata pochi anni fa in occasione di una prova costume, racconta più di mille parole: qui, tra stoffe e fili, convivono generazioni, arte e memoria. La storia di Napoli passa anche dai suoi laboratori, e Canzanella era uno di quei maestri capaci di unire il passato e il presente con un solo gesto della mano.
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Chi varcava la soglia della storica sartoria, oggi guidata dal figlio Davide Canzanella, poteva respirare il profumo dei tessuti, sentire il rumore delle forbici e osservare ogni capo prendere vita come fosse un personaggio a sé. Ogni piega, ogni cucitura, raccontava storie di teatro, cinema e spettacolo: da Eduardo De Filippo a Pupella Maggio, da Marcello Mastroianni a Ingrid Bergman, fino alle icone contemporanee come De Martino. Era un laboratorio vivo, un crocevia tra leggenda e presente, dove l’arte sartoriale non conosceva confini temporali.

L’addio a Vincenzo Canzanella
All’età di 88 anni, si è spento il maestro artigiano e costumista napoletano Vincenzo Canzanella, figura storica della sartoria teatrale e cinematografica. La notizia è stata diffusa dal figlio Davide, attraverso i profili social della Canzanella Costumi, con un messaggio che celebra anche la continuità della tradizione: «Diamo inizio a quest’altra avventura: “C’era una volta… Scugnizzi”, regia di Claudio Mattone».
La sartoria, che da due anni è sotto la guida di Davide, continua così a essere punto di riferimento per il cinema e il teatro napoletano, portando avanti l’eredità del padre e introducendo al contempo volti e progetti contemporanei, come la collaborazione con personaggi dello spettacolo di oggi.
