Mentre milioni di italiani si recavano ai seggi per il referendum sulla giustizia, i social vivevano una giornata parallela — fatta di polemiche, accuse incrociate e discussioni relative all’andamento alle urne. Tutto sullo sfondo di dati di affluenza che hanno sorpreso tutti: alle ore 19 si era già oltre il 37% di partecipazione, con Roma al 42,60% e Milano al 45,5%. La previsione di Yoodata di un’affluenza finale vicina al 60% — lanciata nel primo pomeriggio — a quel punto sembrava tutt’altro che azzardata.
Ma accanto al dato statistico, la giornata ha prodotto un’altra notizia — più piccola nei fatti, più grande nella reazione social. E riguarda quello che si può o non si può fare all’interno di un seggio elettorale nel giorno del voto.
I seggi resteranno aperti fino alle 23 di questa sera e domani lunedì dalle 7 alle 15, quando inizierà lo spoglio con i primi exit poll. Il risultato — valido senza quorum, determinato dalla sola maggioranza dei voti espressi — disegnerà il futuro della riforma costituzionale sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la modifica del CSM e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare.