Luciana Littizzetto nei guai, cosa succede dopo la denuncia dell’Esercito

Giovanni Poloni

22/04/2026

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Poi c’è l’altra storia, quella più rumorosa. Littizzetto ha confermato nell’intervista di avere una questione legale aperta con l’Esercito italiano. La causa scatenante è una battuta sulla guerra — o meglio, sull’attitudine degli italiani nei confronti della guerra. “Avevo detto che noi italiani non siamo bravi a fare la guerra e un generale ci ha letto un’offesa alle famiglie delle vittime cadute in guerra”, ha spiegato la comica.

La risposta è arrivata con una citazione che non poteva essere più appropriata: “Sono responsabile di ciò che dico, non di quello che capisci”. La frase è di Massimo Troisi — uno dei più grandi nella storia della comicità italiana — e in bocca a Littizzetto suona come una presa di posizione netta, lucida, definitiva sulla natura della satira. Chi fa una battuta è responsabile delle parole che usa. Come quelle parole vengono interpretate, rilette, ricontestualizzate da chi ascolta è un’altra storia, che appartiene a chi ascolta.

Non è la prima volta che la comica torinese si trova a fare i conti con le istituzioni. In passato aveva già incassato le critiche del Ministero della Difesa nel 2020 per una battuta sulle divise militari. Aveva avuto storiche frizioni con l’Agcom per i suoi monologhi a Che tempo che fa. Esposti, diffide, pressioni: un repertorio che per molti avrebbe funzionato da deterrente. Per lei no. Lei non arretra.

E anzi, a questo punto aggiunge un aneddoto che vale da solo tutta l’intervista: “Chiesi a Papa Francesco se sarei andata all’inferno. Lui mi rispose: meglio comica che tragica”. Una risposta che dice molto sia sul Papa che su Littizzetto — e soprattutto sulla capacità di entrambi di non prendersi troppo sul serio nei momenti giusti.

I rimpianti: Carmen Russo e la battuta di troppo

Poi c’è il momento in cui si ferma. Non tutto può essere difeso con Troisi e non tutto merita di essere difeso. La battuta sulla gravidanza di Carmen Russo — diventata mamma a 53 anni grazie alla fecondazione assistita — è una di quelle che ancora pesa. “Ci rimase malissimo. Avrei potuto risparmiarmela, mi è dispiaciuto”.

Una frase breve, senza giri di parole, senza giustificazioni. Perché Luciana Littizzetto, la più irriverente della televisione italiana, quella che tiene testa all’Esercito e cita il Papa per difendersi, sa anche quando ha esagerato. E lo dice. Senza aspettarsi applausi per l’ammissione, senza costruirci sopra una narrazione di redenzione. Lo dice e basta, perché è la cosa giusta da dire.

Una comica che non smette di sorprendere

Quello che emerge da questa intervista è il ritratto di una donna che ha costruito la propria carriera sulla libertà di dire quello che pensa — e che ha pagato quella libertà con querele, polemiche e qualche rimpianto. Ma anche il ritratto di una persona che ha scelto di prendersi cura di due bambini albanesi vent’anni fa, e che oggi li vede diventare adulti con il suo cognome sul documento.

Non sono storie collegate tra loro, almeno non in modo ovvio. Eppure raccontano la stessa persona: qualcuno che fa scelte difficili, le difende quando ci crede, le riconosce quando sbaglia. E che riesce ancora a sorprendere, dopo trent’anni di televisione.