Un controllo di polizia in un hotel di Roma riaccende lo scontro politico. Protagonista della vicenda è Ilaria Salis, eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha raccontato pubblicamente quanto accaduto nelle prime ore della mattinata, parlando di un episodio che solleva interrogativi sul piano politico e istituzionale.
Secondo quanto emerso, tutto sarebbe partito da una segnalazione proveniente dall’estero, nello specifico dalla Germania. Un elemento che ha contribuito ad alimentare il dibattito, soprattutto dopo le dichiarazioni della stessa europarlamentare.
Il controllo all’alba: cosa è successo
“Sono stata svegliata verso le 7:30 dalla polizia che ha bussato alla porta della mia stanza”, ha spiegato Salis. Gli agenti avrebbero chiesto di entrare in contatto con lei e di verificare la sua identità.
“Mi hanno chiesto i documenti e mi hanno fatto alcune domande”, ha raccontato, sottolineando come le richieste riguardassero anche la sua presenza a Roma e la partecipazione alla manifestazione prevista in giornata.
Tra i punti evidenziati dall’eurodeputata c’è anche la mancanza di spiegazioni precise: “Non mi è stato chiarito il motivo del controllo, mi è stato detto solo che si trattava di accertamenti”.
L’intervento, secondo la sua versione, si sarebbe protratto per circa un’ora e si sarebbe concluso senza alcun atto formale: “Non mi è stato consegnato nessun verbale”.
Le accuse: “Un fatto che preoccupa”
Dopo aver ricostruito l’accaduto, Salis ha espresso forti perplessità sull’origine della segnalazione: “Se davvero è partita da uno Stato estero, è un elemento molto grave”.
Secondo l’eurodeputata, la vicenda non riguarderebbe solo il suo caso personale: “Si mette in discussione il ruolo e le prerogative di un parlamentare europeo”.
Da qui l’attacco più ampio: “È una situazione che riguarda la democrazia, perché può creare un precedente”.
La versione ufficiale della Questura


