La valutazione: “Le videochiamate li innervosiscono”
Secondo quanto emerge dalle relazioni degli operatori, i bambini manifesterebbero un cambiamento emotivo evidente dopo i contatti con la madre. In particolare, le videochiamate verrebbero considerate un momento critico, capace di generare agitazione e destabilizzare il loro equilibrio.
Dopo questi contatti, il loro umore peggiorerebbe e questo, secondo i servizi sociali, potrebbe compromettere il percorso educativo e psicologico intrapreso.
Da qui l’ipotesi: ridurre drasticamente i contatti a distanza, fino ad arrivare alla sospensione.
La difesa attacca: “Una decisione incomprensibile”
La reazione della difesa non si è fatta attendere. Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente dei genitori, ha definito la situazione “un paradosso”.
Secondo Cantelmi, limitare il rapporto con la madre rischia di peggiorare ulteriormente la condizione dei bambini: “È necessario ripristinare il legame il prima possibile”.
Il consulente punta il dito anche contro il lavoro degli operatori, parlando di mancanza di un adeguato supporto psicologico e di un percorso non strutturato in modo efficace.
Il nodo dei contatti: cosa dice il tribunale
Nell’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, l’allontanamento della madre era stato accompagnato da una precisazione chiara: i contatti con i figli devono essere comunque garantiti.
Tra questi rientrano anche le comunicazioni a distanza, come le videochiamate. Proprio per questo motivo, l’ipotesi di limitarle apre un punto critico nella gestione del caso.
Si tratta infatti di capire se la tutela del benessere dei minori possa giustificare una restrizione così significativa del rapporto con la madre.